Le Origini
Il participio passato del verbo latino offerre, oblatus, indica l’azione dell’essere offerto. San Benedetto, nella sua Regola, descrive proprio quale debba essere la procedura dell’oblazione dei figli da parte dei genitori che desideravano affidarli al monastero perché venissero educati nella legge del Signore. Già nel II libro dei Dialoghi di san Gregorio Magno, dedicato alla vita di san Benedetto, si legge di questa prassi quando si racconta di figli di facoltosi romani che furono portati a Montecassino per essere educati al servizio di Dio come Mauro e Placido.
Oggi non si usa più compiere l’oblazione dei figli da parte dei genitori.
L’oblazione è compiuta liberamente per sé da persone adulte
L’Oblato secolare
Nell’Art. 3 dello Statuto degli Oblati benedettini secolari italiani si legge: «L’oblato si impegna ad una forma di vita che sia progressiva conformazione a Cristo, unico scopo della sua oblazione e della spiritualità benedettina, che con la sua stessa vita cercherà di irradiare nel mondo, divenendo testimone della perenne vitalità della vita monastica nell’esperienza cristiana».
Il loro impegno è dunque teso a vivere la propria quotidianità nel mondo lasciandosi ispirare dalla Regola di san Benedetto e coltivando un legame spirituale con una comunità monastica benedettina, la quale avrà cura di organizzare periodicamente degli incontri con essi.
L’oblato benedettino secolare è un cristiano, uomo o donna, sposato o no, che là dove si trova, vive con intensità gli impegni della vita cristiana, cioè del suo Battesimo, lasciandosi condurre dal Vangelo.
Frequentando il monastero, egli impara sempre più a:
* pregare e lavorare (Ora et labora) con entusiasmo, a gloria di Dio e per il bene dei fratelli
* amare la Parola di Dio, letta, ascoltata, meditata e messa in pratica nella vita quotidiana
* partecipare con intensità alle celebrazioni (celebrando nella misura che gli è possibile la Liturgia delle Ore, sia in monastero che nella propria parrocchia)
* accostarsi spesso e con gratitudine ai Sacramenti (soprattutto Confessione, Eucaristia)
* vivere con fede e tanto amore ogni situazione, sia in famiglia come nell’ambito del lavoro e delle relazioni umane, assumendole in spirito di mitezza, servizio, umiltà, sobrietà, riconciliazione, gioia, pace
* vivere in comunione con la comunità monastica, alla quale si lega spiritualmente mediante l’oblazione, tenendosi costantemente unito con la preghiera, la partecipazione – per quanto è possibile a ciascuno – a momenti significativi della vita della propria famiglia monastica (celebrazioni liturgiche, feste, giornate di formazione e di spiritualità, professioni, oblazioni e altre ricorrenze particolari) e condividendone, secondo le proprie possibilità, il bene e le necessità materiali e spirituali, in spirito di disponibilità, collaborazione, reciproco servizi
L’oblazione è l’offerta della propria vita a Dio, in risposta al suo amore di Padre tenerissimo che ci precede, ci accompagna, ci aspetta sempre. Questa scelta nasce e matura dall’incontro personale con una precisa comunità monastica benedettina (che diventa per l’oblato/a la sua famiglia spirituale), guidato e sostenuto da un abate/abbadessa o un monaco/a questo deputato/a , che, come padre/madre spirituale, lo aiuta a crescere nella fede). Con l’oblazione, il singolo è unito stabilmente a quella particolare comunità benedettina che lo accoglie, e, per suo tramite, alla grande famiglia dell’intero Ordine benedettino.
Tre sono le caratteristiche fondamentali della vita spirituale delineati da san Benedetto nella Regola e valide per i monaci come per gli oblati:
- L’ascolto della Parola di Dio che conduce, attraverso la preghiera, alla conversione dei costumi mediante l’obbedienza libera e liberante, la riconciliazione e la disponibilità al servizio reciproco gratuito e gratificante.
- La Preghiera personale (lectio divina) e comunitaria (Liturgia delle Ore, Eucaristia) che, giorno per giorno, plasma la sua vita quotidiana e gli permette di vivere alla presenza di Dio e di crescere sempre di più nella comunione fraterna.
- Il lavoro e la vita sociale, nei più diversi ambiti nei quali l’oblato si trova a vivere la sua esperienza quotidiana, in spirito di sobrietà, di famiglia, di partecipazione alle realtà ecclesiali, promuovendo la dimensione contemplativa della vita cristiana da lui gustata personalmente.
DUE RELAZIONI ALL’INCONTRO DEGLI OBLATI DELL’ITALIA SETTENTRIONALE: