
31 Maggio- Solennità della Santissima Trinità

Qualcuno di voi potrebbe pensare che commenti alla liturgia ce ne sono a centinaia, ma da oggi anche noi molto semplicemente vorremmo condividere ciò che la parola di Dio suscita nel cuore della nostra famiglia monastica.
Molto semplicemente ascoltiamo insieme, noi e voi, ciò che Dio scrive nelle nostre vite, ci ritroveremo più buoni, più amici, più colmi del desiderio di eternità.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 3,16-18
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
La Santissima Trinità: mistero di vita, di amore, di comunione; é all’interno di questa realtà che la nostra vita è posta e custodita.
Non si tratta di capire, ma di accogliere: Dio ha tanto amato il mondo da donarci il Figlio suo sulla croce. Sgorga un’unica parola dal cuore: Grazie.
Grazie perché è la mia povertà che tu ami ed è proprio a me che tu porti l’invito ad entrare nell’amore infinito che ti fa Padre Figlio Spirito Santo Io vivo solo di questa comunione che non capisco, ma che mi affascina : amore infinito che non verrà mai meno.
Amante, Amato, Amore, così illuminavano questo mistero alcuni padri della Chiesa.
Mi ami, Vi amo, ci amiamo; se la bellezza di questa realtà fosse accolta salverebbe il mondo.
La liturgia oggi ricorda la Visitazione di Maria ad Elisabetta: piena dello Spirito del Padre Maria porta nel grembo il Figlio fatto uomo e con lui vive la fede fatta carità.
La Santissima Trinità ci aiuti a vivere così: il dono inenarrabile che scende dal cielo guidi i nostri passi a portarlo là dove vi è il bisogno del corpo e dello spirito di un fratello o di una sorella, saremo anche noi DONO.
Mio Dio, Trinità che adoro,
aiutatemi a dimenticarmi interamente,
per fissarmi in voi, immobile e quieta come se la mia anima fosse già nell’eternità;
che nulla possa turbare la mia pace o farmi uscire da voi, mio immutabile Bene,
ma che ogni istante mi porti più addentro nella profondità del vostro mistero.
Pacificate la mia anima,
fatene il vostro cielo, la vostra dimora preferita e il luogo del riposo;
che io non vi lasci mai solo, ma sia là tutta quanta, tutta desta nella mia fede,
tutta in adorazione, tutta abbandonata alla vostra azione creatrice.
O mio amato Cristo, crocifisso per amore,
vorrei essere una sposa del vostro Cuore;
vorrei coprirvi di gloria e vi chiedo di rivestirmi di Voi stesso,
di immedesimare la mia anima con tutti i movimenti della vostra Anima,
di sommergermi, d’invadermi, di sostituirvi a me,
affinché la mia vita non sia che un’irradiazione della vostra vita.
Venite nella mia anima come Adoratore, come Riparatore e come Salvatore.
O Verbo Eterno, Parola del mio Dio, voglio passare la mia vita ad ascoltarvi;
voglio farmi tutta docilità per imparare tutto da voi.
Poi, attraverso tutte le notti, tutti i vuoti, tutte le impotenze,
voglio fissare sempre Voi e restare sotto la vostra grande luce.
O mio Astro amato,
incantatemi, perché non possa più uscire dallo splendore dei vostri raggi.
O Fuoco consumatore, Spirito d’amore,
scendete sopra di me,
affinché si faccia della mia anima come un’incarnazione del Verbo,
ed io sia per Lui un’aggiunta d’umanità nella quale Egli rinnovi tutto il suo mistero.
E Voi, o Padre,
chinatevi sulla vostra piccola creatura,
copritela con la vostra ombra, e non guardate in lei che il Diletto
nel quale avete riposto tutte le vostre compiacenze.
O miei TRE, mio Tutto,
mia Beatitudine, Solitudine infinita, Immensità in cui mi perdo,
mi consegno a Voi come una preda.
Seppellitevi in me, perché io mi seppellisca in Voi,
in attesa di venite a contemplare, nella vostra luce,
l’abisso delle vostre grandezze.
(Elisabetta della Trinità)